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Hai mai pensato che quei grappoli lilla e bianchi che profumano l’aria primaverile potessero diventare… uno sciroppo di glicine?

Il glicine non è solo uno spettacolo per gli occhi e un incanto per l’olfatto: è anche un ingrediente sorprendente e raffinato che puoi portare in cucina, a patto di conoscerlo a fondo.

In questo articolo ti guiderò alla scoperta di questo fiore straordinario, con lo sguardo della naturopatia e dell’Ayurveda, due visioni che abbracciano la natura come via di benessere.

Attenzione: non tutto il glicine è amico della tua salute!
Solo i fiori freschi, raccolti con attenzione e lavati accuratamente, sono sicuri da mangiare.
Foglie, semi, baccelli e radici non devono mai essere consumati,

Assicurati poi di utilizzare solo le varietà sicure, come il Wisteria floribunda e il Wisteria sinensis.
Inoltre, è fondamentale consumarli con moderazione e solo saltuariamente, poiché in quantità eccessive potrebbero causare disturbi gastrointestinali.

Dal punto di vista ayurvedico, il glicine appartiene alla sfera degli alimenti rari e sattvici: stimola una mente chiara, porta leggerezza al corpo, favorisce stati di quiete e armonia interiore.

È particolarmente adatto a riequilibrare Vata e Pitta, grazie alla sua natura rinfrescante e dolcemente aromatica.

In naturopatia, sono veri e propri alleati del benessere.
Il loro profumo dolce e avvolgente ha il potere di accarezzare la mente, aiutandoti a ritrovare la calma nei momenti di stress e a sciogliere le tensioni accumulate.

Ma c’è di più: questi fiori incantevoli vengono spesso utilizzati per alleviare dolori legati a stati infiammatori e possono offrire un sostegno naturale in caso di insonnia o piccoli squilibri della tiroide.

Un vero abbraccio della natura, delicato ma profondo, per ritrovare equilibrio e leggerezza nel corpo e nello spirito.

Il loro sapore dolce e leggermente erbaceo li rende perfetti per arricchire insalate, risotti, e perfino dessert.

E come non tenere in casa una bottiglia di sciroppo di glicine per donare quel tocco unico ai tuoi cocktail, agli infusi o per aromatizzare una baklava fino ad un tiramisù per i non puristi?

Prova poi ad aggiungere dei fiori freschi nelle tue insalate per un tocco di colore e un sapore unico. O ancora usali per decorare torte e dolci, regalando un aspetto elegante e un profumo irresistibile.

Sei pronta a fare un salto nella cucina floreale?

Buon oggi

INFORMAZIONI GENERALI
  • Dosi: 250 ml

  • Tempo di riposo/cottura: 18-24  ore in ammollo / 15 minuti

  • Pronto in tavola:

INGREDIENTI
  • 100 gr. Fiori di glicine non trattati

  • 200 gr. Zucchero semolato

  • 50 gr. Zucchero alla vaniglia

  • 300 ml. Acqua

  • 1/2 limone spremuto

COME SI FA

Iniziamo col passaggio fondamentale: assicurati di raccogliere i fiori durante una giornata asciutta e soleggiata, preferibilmente al mattino quando la fragranza è al suo massimo.

Scegli solo fiori completamente aperti e sani, evitando quelli appassiti o danneggiati.

Una volta raccolti, sciacquali delicatamente sotto acqua corrente fredda per rimuovere eventuali impurità o insetti. Successivamente, lascia asciugare i fiori su un canovaccio pulito.

Una volta asciutti, sfogliali per utilizzare solo i petali.

In una recipiente capiente, aggiungi i fiori di glicine e lascia in infusione, a temperatura ambiente, per 18-24 ore.
Io ti consiglio questo metodo per non rovinare i fiori facendo un’infusione a caldo.

Filtra l’infusione attraverso un colino a maglie fini, raccogliendo il liquido in una pentola. Aggiungi il succo di limone, lo zucchero e mescola bene.

Porta il liquido a ebollizione e lascia cuocere a fuoco lento per circa 15 minuti, fino a quando lo zucchero è completamente sciolto e lo sciroppo non si è addensato leggermente.

Rimuovi dal fuoco e versa il sciroppo ancora caldo in bottiglie sterilizzate e chiudi ermeticamente.

Lo sciroppo di glicine è estremamente versatile: puoi usarlo per dolcificare tè e limonate, come topping per pancakes e waffle, o persino per insaporire cocktail.

Buon foraging e buon appetito!

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